Il canide che terrorizza i turisti di Vasto e San Salvo preferisce gli orari notturni e le zone sabbiose per attaccare

Sembrerebbe prediligere, per i suoi attacchi, la notte e le zone sabbiose. Gli operatori hanno circoscritto l’orario di attività dell’animale nell’arco di tempo che va dalle ore 22 alle 5.30. È quanto emerso nel tavolo convocato dalla prefettura di Chieti per il ‘canide’ che sta attaccando, in questi mesi, decine di persone, al momento, nell’area frentana. L’ufficio regionale del governo coordinerà le azioni di cattura del canide che tra Vasto e San Salvo sta attaccando ignari passanti, tra le decine di vittime si conta, nelle ultime ore, anche una undicenne di San Salvo. Il prefetto di Chieti, Mario Della Cioppa, ha convocato una riunione del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica per fare il punto della situazione sulla cattura dell’animale e attuare il coordinamento con il sindaco di Vasto, Francesco Menna, il sindaco di San Salvo Emanuela De Nicolis, le forze dell’ordine e i vertici di altri organismi che verranno impegnati nella cattura del ‘canide’. Il prefetto ha sentito anche il presidente dell’Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale (Ispra), Stefano La Porta, per definire le linee di azione già avviate da maggio e finalizzate al monitoraggio ambientale e allo studio dei movimenti e delle abitudini dell’animale per strutturare una mappa sui siti abitualmente frequentati e inquadrare meglio le abitudini del quadrupede avvistato soprattutyo in aree rifugio. Le attività di cattura sono state delegate, dal dipartimento agricoltura servizio foreste e parchi della Regione Abruzzo, al Parco Maiella che opera attraverso il proprio servizio veterinario, conformemente al parere già reso dall’Ispra, avvalendosi del supporto dei carabinieri forestali, della polizia provinciale e dei servizi veterinari della Asl. La cattura risulterebbe particolarmente complessa, spiegano dalla prefettura, attesa la molteplicità dei fattori presenti sul territorio che si estende per circa 2 mila ettari, come la rilevante interferenza da parte di altri animali, ferma restando la necessità di comprovare il vero e proprio nesso causale fra l’evento di aggressione e l’animale effettivamente responsabile. Per prendere il canide si sono svolti diversi tavoli tecnici nei quali sono state valutate le risultanze delle attività di monitoraggio con fototrappole svolte per più di un mese sull’area interessata e quelle di posizionamento delle trappole, che sono state compiute nel rispetto della normativa europea. A seguito dell’ultimo episodio di aggressione, è stato possibile repertare gli elementi biologici utili alla effettiva individuazione genetica dell’animale aggressore che, insieme alle rilevazioni fotografiche già in possesso del servizio veterinario del Parco Maiella, potranno consentire l’identificazione dell’animale circoscrivendo l’ambito d’intervento sui siti frequentati dal canide. A tal proposito, il rappresentante del servizio veterinario ha evidenziato la necessità di tempi ulteriori per ottenere la certezza delle analisi e dei riscontri delle immagini, al fine di studiare la migliore tecnica di cattura. La questura assicura di procedere alla predisposizione di un quadro di intensificazione dei servizi con il coinvolgimento della capitaneria di porto di Vasto, in particolare negli orari serali e notturni. Inoltre, le sale operative delle forze dell’ordine saranno allertate affinchè ogni segnalazione pervenuta sull’argomento verrà convogliata ai carabinieri forestali che la veicoleranno al servizio veterinario del Parco Maiella.

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